Corso per atelieristi: iscrizioni aperte!

Iscrizioni aperte!

 

Per “atelier” si intende un ambiente preparato in cui il bambino può scoprire oggetti naturali e creare proprie composizioni, liberamente o guidato dall’operatore.

Oggi i laboratori per bambini sono molto diffusi, ma raramente vi sono proposte incentrate sulla qualità dei materiali e in cui il processo creativo rivesta la necessaria importanza. 

Questo corso può offriti una solida base teorica e la possiblità di mettere in pratica quanto acquisito, provando in prima persona tecniche e strategie.

I laboratori esperienziali saranno articolati in due volte al mese, per un’intera giornata, le lezioni saranno in modalità FAD, ossia con formazione a distanza su piattaforma Skype. 

Tutti i materiali, comprese le dispense, il libro di studio e i materiali per i laboratori saranno forniti dall’associazione “la prima radice” che organizza il corso. 

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Corso per atelieristi 2019

Educazione

La relazione educativamente valida è una relazione d’aiuto, nella quale ci si assume la responsabilità e il rischio della guida perché essi altro non sono che dei doveri verso la  personalità che cresce; ma nello stesso, è una relazione che intende accettare in tutta la sua estensione il diritto dell’altro a diventare se stesso.

Ne derivano quindi alcune regole fondamentali:

  • abilitatività: l’educazione è una consegna di capacità, alfabeti, strumenti culturali, saggezza vitali che servono per camminare da soli. E’ dono dell’indipendenza
  • sostegno affettivo: l’educazione è una forma dell’amore e dell’amicizia, s’inscrive nel campo delle esperienze che fanno sentire la vicinanza dell’uomo all’altro uomo, che danno il senso profondo della fiducia nella vita e nel mondo
  • non colonizzazione: l’educazione non è occupazione della personalità dell’altro, totalizzazione, intrusione nel suo pensiero, ma liberazione, accompagnamento, che evolve sempre più nelle forme dello scambio e della reciprocità.

F. Frabboni, L. Guerra, C. Scurati

Il punto di vista di Dewey

“Ogni educazione deriva dalla partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale della specie. Questo processo s’inizia inconsapevolmente quai alla nascita e plasma continuamente la facoltà dell’individuo, saturando al sua coscienza, formando i suoi abiti, esercitando le sue idee e destando i suoi sentimenti e le sue emozioni. Mediante questa educazione inconsapevole l’individuo giunge gradualmente a condividere le risorse intellettuali e morali che l’umanità è riuscita ad accumulare. Egli diventa un erede del capitale consolidato della civiltà. …

 

Il processo educativo ha due aspetti, l’uno psicologico e l’altro sociologico, e nessuno dei due può venire subordinato all’altro o trascurato senza che ne conseguano cattivi risultati. Di questi due aspetti quello psicologico è basilare. Gli istinti e i poteri medesimi del fanciullo forniscono il materiale e danno l’avvio a tutta l’educazione. Se gli sforzi dell’educatore non si riallacciano a qualche attività che il fanciullo compie di sua propria iniziativa indipendentemente dall’educatore stesso, l’educazione si riduce a una pressione dall’esterno. Essa può dare dei risultati esterni, ma non può essere veramente chiamata educativa”.

John Dewey

 

Il volo dell’infanzia

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Sembra che l’infanzia non sia il beato idillio in cui la deformiamo retrospettivamente, e che anzi i bambini siano tormentati attraverso gli anni dell’infanzia dal desiderio di diventare grandi e di fare quello che fanno gli adulti.

Questo desiderio è il motore di tutti i loro giochi. Ogni volta che i bambini nel corso delle loro ricerche sessuali intuiscono che nella zona che è così misteriosa e tuttavia così importante c’è qualcosa di meraviglioso che gli adulti sono capaci di compiere, ma che a loro è proibito conoscere e fare, vengono pervasi da un violento desiderio di essere capaci di farlo e ne sognano sotto forma di volare, o preparano questo travestimento del loro desiderio che useranno successivamente nei loro sogni di volare.

S. Freud