Cézanne

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I grandi artisti hanno la prerogativa di presentare un corpus di opere di cui ogni elemento è degno della massima attenzione, anche se a tutta prima sembra consistere in un passo falso, in una strada senza sbocco. Una regola del genere vale massimamente nel caso di Paul Cézanne, la cui opera giovanile, relativa ai prim dieci anni di carriera, quando l’artista è tra i venti e i trent’anni di età, e non ha ancora incontrato gli impressionisti, costituisce uno straordinario laboratorio aperto colmo di suggestioni che, mentre anticipano sul futuro, danno inizio a piste laterali. Forse poi l’artista adulto non le imboccherà, queste piste divergenti, eppure potrebbero essere addirittura di più lunga portata e penetrazione rispetto alle altre effettivamente percorse.

Renato Barilli

Polifonia e arti visive

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Non v’è dubbio che la polifonia esista nel campo musicale. Il tentativo di trasporre quest’entità nell’arte plastica non avrebbe in sé niente di notevole. Ma usare le scoperte che la musica ha permesso di realizzare in modo specifico in alcuni capolavori polifonici, penetrare profondamente questa sfera di natura cosmica, uscirne con una rinnovata visione dell’arte e seguire l’evoluzione di queste nuove acquisizioni nel campo della rappresentazione plastica, questo sarebbe della massima importanza.

Paul Klee

Il nostro pet e le sue mille qualità

“Un intenso rapporto uomo-animale è un forte stimolo psicologico che coinvolge diversi settori, dal comportamento sociale ai meccanismi di relazione, di comportamenti caratteriali agli aspetti cognitivi”.

La relazione tra uomo e animale può essere fonte di stimolazione mentale: la presenza partecipata di un animale induce la persona a uscire dai suoi problemi, dal proprio egocentrismo, interessarsi all’animale quindi riduce il senso di alienazione ed isolamento. Favorisce il recupero della fisicità e del contatto fisico: il tatto è una forma primaria di comunicazione ed un bisogno psicologico, infatti la limitazione o la privazione del contatto fisico può comportare delle gravi difficoltà di relazione con gli altri e con il nostro Se’ (come accade, ad esempio, agli anziani che perdono autonomia quando sono ospedalizzati per lunghi periodi in solitudine). L’animale è un “lubrificante sociale” ( 1975 Mugford e McComisky) infatti la presenza di un animale spesso viene percepita come un’occasione di interazione ( es: quando si passeggia con un cane si hanno più occasioni di parlare con altre persone); oppure il ricordo gioioso di aver avuto un animale d’affezione o un ricordo piacevole ed emotivamente significativo legato ad una simile interazione, fa sì che spontaneamente siamo più rilassati ed inclini al dialogo.
Quando si è nel dialogo con l’animale nessuno si sente giudicato o valutato: non si hanno timori di essere contraddetti o criticati per quello che si è detto o per le proprie azioni, il rapporto è molto più diretto e spontaneo rispetto a quello con gli umani e la competitività è azzerata. Nell’animale non sono presenti i concetti di menzogna e falsità: se gli piace la compagnia della persona rimane, altrimenti se ne va.

Prendersi cura di un pet e vivere momenti ludici e di divertimento insieme porta molti benefici: attraverso il movimento si ha la possibilità di liberare le proprie energie e di ricavarne in ritorno sensazioni di calma e benessere, acquisizione di sicurezza,potenziamento dell’autostima e dell’autoefficacia,riduzione di vissuti di depressione e ansia, potenziamento delle capacità di concentrazione ed attenzione,potenziamento delle capacità di memorizzazione,comprensione ed esecuzione di compiti con potenziamento del concetto spazio-temporale, sviluppo di interessi, miglioramento delle capacità di autocontrollo e diminuzione dell’aggressività, accettazione di regole e limiti, incremento del senso di responsabilità, potenziamento della motricità globale e fine con conseguente miglioramento delle posture.

Per tutte le motivazioni sopraelencate laddove non sia possibile tenere in casa almeno un animale d’affezione sarebbero particolarmente indicati affidandosi a dei professionisti laboratori di AAA (attività svolte con l’ausilio di animali) consistono in attività di tipo educativo/ricreativo che possono anche essere svolte da dei volontari opportunamente formati e di AAE (attività educative assistite da animali) che consistono in progetti diretti da professionisti dell’educazione (insegnanti, educatori…) con finalità più specifiche riguardanti la sfera educativa, cognitiva e dell’apprendimento. Le AAE possono essere erogate in diversi ambienti (case di cura e case circondariali) e con persone di qualsiasi età. Entrambi i tipi di attività sono particolarmente indicate nei casi di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), BES ( bisogni educativi speciali) e nell’Autismo.

Stefania Isabella

Come scegliere il vostro pet

…Tra poco sarà Natale…

E in molte famiglie complici le insistenze dei bambini e degli adolescenti verrà il desiderio di accogliere tra le mure domestiche un animale d’affezione. Non importa che sia cane, gatto, coniglio, criceto, pesce rosso tanto per nominare i più comuni; l’importante è che siate tutti d’accordo su quale genere di animale o animali fare entrare nel vostro nucleo familiare, avendo ben chiaro l’impegno che ne deriva ( cure veterinarie,alimentazione corretta, fabbisogni, comportamento con l’uomo- sia adulto sia con i bambini/e- eventuali rapporti tra specie differenti es: cane VS gatto oppure convivenza tra razze di cani da salotto e cani da difesa-). Non è trascurabile nemmeno il fattore di avere già in casa un pet adulto e di scegliere di fare entrare un cucciolo della stessa razza. Dovranno imparare a conoscersi, a dividere gli stessi ambienti e sopratutto le vostre amorevoli attenzioni!

Ecco alcune considerazioni che possono esservi utili per una scelta consapevole:

Ricordate ai vostri figli/e che :

1. il “cucciolo “ non rimarrà tale in eterno, crescerà e diventerà adulto proprio come loro e che ogni animale ha un’attesa di vita media in base alla specie d’appartenenza;

2. il cucciolo non è un pupazzo: lo devono rispettare come essere vivente e senziente;

3. il cucciolo non potrà essere sempre portato a casa dei loro amici: non tutti hanno una casa grande o uno spazio esterno a disposizione, in caso di consenso da parte della famiglia ospitante, dovranno essere in grado di provvedere da soli se “fa i bisognini” o necessita di acqua fresca;

4. non possono “spegnere” il pet a comando come se fosse un video gioco;

5. recatevi insieme a scegliere un veterinario/a di fiducia che potrà prima dell’acquisto del vostro pet dispensarvi gratuitamente tante informazioni utili per il benessere di tutti;

6. valutate insieme a loro se sia più opportuno rivolgersi ad un negozio di animali, in un allevamento oppure in un canile o in un gattile ( ci sono anche molti pet adulti bisognosi di affetto e cure);

7. comportamenti e ruoli da stabilire nei periodi di vacanza ed in vacanza: eventualmente considerate per tempo se non potete portarlo con voi, di mettere il vostro pet in pensione per animali per il periodo della vostra assenza da casa oppure di avvalervi dell’ aiuto di una persona di vostra fiducia che si occupi del vostro “amico” preferibilmente in casa vostra in tale periodo. Se si optasse per l’abitazione della vostra persona di fiducia è bene che il pet si abitui al nuovo habitat poco alla volta evitando cosi spiacevoli inconvenienti.

Stefania Isabella

Il primo libro sull’arteterapia filosofica

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E’ stato pubblicato nel mese di novembre 2016 il libro Artiterapie: l’ipotesi filosofica. Scritto dai musico-arteterapisti Marica Costigliolo e Michelangelo Giuseppe Pala, questo piccolo libro contiene riflessioni, teorie, ipotesi e schede di lavoro utili per tutti coloro che si interessano di Artiterapie.

Si può acquistare in formato PDF o in cartaceo sul sito di Aracne editrice.

Artiteterapie Cre(t)a

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L’obiettivo di questo lavoro è di oVrire nell’ambito degli interventi terapeutici e formativi qualche spunto di riflessione circa le tematiche della relazione terapeutica a mediazione artistica, attraverso gli strumenti della critica della tradizione filosofica. Questi devono riguardare in primis la consapevolezza degli attori del processo terapeutico, capire cioè da dove, con cosa, e verso dove operiamo con gli strumenti della cura e dell’assistenza, indagando le motivazioni più intime e i compromessi della coscienza soggettiva.

Questo tipo di approccio che deriva dalle esperienze maturate nel nostro percorso arteterapeutico che ebbe inizio nel 1997, ci spinge subito a premettere di non aver indicato alcuna ricetta di contenuto né tantomeno di metodo se non quella di porre anche in ambito operativo sanitario e terapeutico l’esigenza etica di riflettere criticamente il senso del nostro agire nei termini di responsabilità e di libertà, quando interagiamo con l’“altro” e il separato.

La filosofia da millenni s’interroga su problemi e tematiche che oggi cerchiamo ancora di comprendere: come funziona l’essere umano, come cresce e invecchia.

Proprio lo studio dei linguaggi artistici ci consente di fornire qualche risposta di verità, nel suo uso terapeutico di fronte alla soVerenza del corpo e dell’anima, soprattutto quando in- contriamo le prove dell’esistenza più terribili, la malattia e la morte.

Sono l’onestà del pensiero critico e le potenzialità del linguaggio artistico, gli strumenti di cui disponiamo per costruire un’umanità più consapevole e quindi più libera, capace di produrre senso nella relazione con il mondo.

Arsenij Tarkovskij

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Ti destasti e cangiasti/ il vocabolario quotidiano degli umani,/ e i discorsi s’empirono veramente/ di senso, e la parola ‘tu’ svelò/ il proprio nuovo significato: zar./ Alla luce tutto si trasfigurò, perfino/ gli oggetti più semplici –il catino, la brocca- quando,/ come a guardia, stava tra noi/ l’acqua ghiacciata, a strati./ Fummo condotti chissà dove./ Si aprivano al nostro sguardo, come miraggi,/ città sorte per incantesimo,/ la menta si stendeva da sé sotto i piedi,/ e gli uccelli c’erano compagni di strada,/ e i pesci risalivano il fiume,/ e il cielo si schiudeva al nostro sguardo…/ Quando il destino ci inseguiva,/ come un pazzo col rasoio in mano.

Arsenij Tarkovskij

Autosvezzamento

Secondo recenti ricerche mediche il bambino inizia a mangiare in modo autonomo il cibo “di mamma e papà”: niente pappette o omogeneizzati, ma cibo “vero”.

Carne, pesce, uova, torte fatte in casa: il bambino già all’età di sei mesi può mangiare tutto, senza l’aiuto del genitore. Con le manine prenderà piccoli pezzetti di cibo dalla tavola e assaggerà tutto ciò che lo incuriosisce.

Questo comportamento alimentare previene disturbi che potrebbero manifestarsi in età adolescenziale, come bulimia o anoressia.

Il teatro e i bambini

 

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Ho sempre creduto che se avessimo in cento città italiane centro teatri per bambini, tante discussioni teoriche sarebbero superate di colpo, nell’interesse dei bambini e del teatro.

Non bisogna mettere limiti angusti all’idea del teatro come ricerca. La prima ricerca il bambino la compie su se stesso. Il primo sforzo di conoscenza è uno sforzo di autoconoscimento. I ragazzi sono perfettamente in grado di usare il teatro per la “ricerca d’ambiente”. Ma nemmeno questa è l’unica ricerca possibile.

G. Rodari