Il teatro e i bambini

 

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Ho sempre creduto che se avessimo in cento città italiane centro teatri per bambini, tante discussioni teoriche sarebbero superate di colpo, nell’interesse dei bambini e del teatro.

Non bisogna mettere limiti angusti all’idea del teatro come ricerca. La prima ricerca il bambino la compie su se stesso. Il primo sforzo di conoscenza è uno sforzo di autoconoscimento. I ragazzi sono perfettamente in grado di usare il teatro per la “ricerca d’ambiente”. Ma nemmeno questa è l’unica ricerca possibile.

G. Rodari

August Sander

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August Sander ha assemblato una serie di volti che non hanno nulla da invidiare all’imponente galleria fisionomica inaugurata da un Ejzenstein o da un Pudovkin, e lo ha fatto dal punto di vista scientifico.

Sander, partendo dal contadino, l’uomo legato alla terra, conduce l’osservatore attraverso ogni tipo di ceto e professione: da un lato, sino ai rappresentanti della più alta civiltà, e, dall’altro, sino all’idiota.

tratto da W. Benjamin, Piccola storia della fotografia.

Autostima

Molti genitori si chiedono se sia possibile sostenere l’autostima dei bambini, quando loro stessi soffrono della sua mancanza. E’ possibile, a patto che i genitori siano disposti a uno forzo attivo e cosciente per migliorare la propria.

L’autostima si sviluppa nel corso di tutta la vita, e nella misura in cui cerchiamo di arrivare a una maggiore conoscenza di noi stessi: può essere potenziata come quantità, ma non necessariamente dal punto di vista della qualità.

Possiamo imparare a conoscerci meglio, ma questo non implica che ci considereremo migliori. Per arricchire la qualità della nostra autostima, dovremo fare uno sforzo cosciente, anche se la nostra percezione iniziale può essere incerta, autocritica, superficiale o pessimistica.

J. Juul

Genitori comprensivi

L’esperienza di essere presi sul serio non è facile da esprimere in termini concreti, ma piuttosto musicali, ed è difficile da spiegare per dei ragazzi che non l’han vissuta. Quando questi ragazzi sono eloquenti e hanno dei genitori comprensivi, cercano di definire questo concetto, spesso esprimendosi così:” La mamma e il papà decidono tutto. Io non posso mai decidere niente”. Nessuna delle due affermazioni è oggettivamente vera, ma ben pochi bambini possono esprimere l’esperienza di non essere presi sul serio dai genitori. E quindi lamentano di essere tagliati fuori dal processo decisionale.

I bambini meno eloquenti, che non vengono da famiglie molto comprensive, sono obbligati a ricorrere a un comportamento sintomatico; fanno richieste assurde, diventano testardi, maniacali, addirittura assetati di potere.

J. Juul

 

Consulenza filosofica II

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Signore e signori, il problema dibattuto sino alla noia di che cosa renda plausibile oggi l’esistenza del filosofo non è stato certamente eliminato dal mondo con l’istituzione della consulenza filosofica.

Piuttosto dovremmo aspettarci che questa cadrà in una crisi ulteriore e magari più grave, poiché non mancheranno certamente né la critica né la derisione, se il filosofo, come principiante e novizio, osa muovere i primi, e perciò insicuri, passi nella consulenza.

Certo questo suo essere “all’inizio” è allo stesso tempo la variante pratica dell’antichissimo pathos teoretico di tutta la filosofia, alla quale niente era più lontano  della routine.

G. Achenbach

Consulenza filosofica

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Signore e signori, permettetemi di riportare alcune riflessioni sulla consulenza filosofica, e cioè su una questione che non sarebbe affatto comprensibile né plausibile di per sé.

Infatti non passano forse i filosofi -non solo oggi, ma precisamente dalla loro prima comparsa- come figure alquanto strane di un’umanità non pratica, cioè come pazzi e ammattiti, di norma estranei al mondo, lontani dalla vita e incapaci di faccende quotidiane? In poche parole, come persone la cui relazione con la realtà palesemente turbata, in parte li bolla come poveri e ridicoli imbecilli, in parte li fa passare come pensatori estremamente pericolosi. […]

Ora, lo scetticismo verso la filosofia e verso il suo personale ha una lunga tradizione: […] la domanda è: con una tale reputazione, si può seriamente pensare il filosofo come consulente?

(continua)

G. Achenbach

Il volo dell’infanzia

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Sembra che l’infanzia non sia il beato idillio in cui la deformiamo retrospettivamente, e che anzi i bambini siano tormentati attraverso gli anni dell’infanzia dal desiderio di diventare grandi e di fare quello che fanno gli adulti.

Questo desiderio è il motore di tutti i loro giochi. Ogni volta che i bambini nel corso delle loro ricerche sessuali intuiscono che nella zona che è così misteriosa e tuttavia così importante c’è qualcosa di meraviglioso che gli adulti sono capaci di compiere, ma che a loro è proibito conoscere e fare, vengono pervasi da un violento desiderio di essere capaci di farlo e ne sognano sotto forma di volare, o preparano questo travestimento del loro desiderio che useranno successivamente nei loro sogni di volare.

S. Freud

 

Melanconia

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..Tali divengono i melanconici, quando sono sconvolti da questo male: si tratta di uno stato depressivo basato su di una ossessione della facoltà immaginativa, senza febbre. Misembra che la “melanconia” costituisca la fase iniziale della follia: la mente dei folli infatti, si volge ora all’ira, ora alla gioia, quella dei melanconici soltanto all’afflizione e allo scoramento. Inoltre, i folli si dimostrano privi di senno per la maggior parte della vita e sono spinti a commettere azioni tremende e sconvenienti; i melanconici invece non manifestano tutti un’unica sindrome; o sospettano di essere avvelenati, o per misantropia fuggono in luogo solitari, o sono preda della superstizione, o prendono in odio la vita. Ma se talvolta si allenta la depressione, i più provano piacere; a questo punto subentra la follia.

Corpus Medicorum Graecorum

Freud e Leonardo da Vinci

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La nascita illegittima di Leonardo lo privò dell’influenza del padre forse fino al quinto anno di età e lo lasciò in balia delle affettuose seduzioni della madre, di cui egli era l’unico conforto.

Dopo che i baci della madre lo ebbero portato ad una precoce maturità sessuale egli deve aver certamente intrapreso una fase di attività sessuale infantile, di cui un’unica manifestazione può essere affermata con certezza: l’intensità delle sue ricerche sessuali infantili. L’istinto di guardare e l’istinto di conoscere furono più fortemente stimolati dalle impressioni della prima infanzia: la zona erogena della bocca ebbe un rilievo che mai in seguito avrebbe abbandonato. In base al suo successivo comportamento nella direzione opposta, come la sua esagerata simpatia per gli animali, possiamo concludere che non mancarono in questo periodo della sua infanzia dei forti tratti sadici.

S. Freud