Arsenij Tarkovskij

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Ti destasti e cangiasti/ il vocabolario quotidiano degli umani,/ e i discorsi s’empirono veramente/ di senso, e la parola ‘tu’ svelò/ il proprio nuovo significato: zar./ Alla luce tutto si trasfigurò, perfino/ gli oggetti più semplici –il catino, la brocca- quando,/ come a guardia, stava tra noi/ l’acqua ghiacciata, a strati./ Fummo condotti chissà dove./ Si aprivano al nostro sguardo, come miraggi,/ città sorte per incantesimo,/ la menta si stendeva da sé sotto i piedi,/ e gli uccelli c’erano compagni di strada,/ e i pesci risalivano il fiume,/ e il cielo si schiudeva al nostro sguardo…/ Quando il destino ci inseguiva,/ come un pazzo col rasoio in mano.

Arsenij Tarkovskij

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