Cézanne

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I grandi artisti hanno la prerogativa di presentare un corpus di opere di cui ogni elemento è degno della massima attenzione, anche se a tutta prima sembra consistere in un passo falso, in una strada senza sbocco. Una regola del genere vale massimamente nel caso di Paul Cézanne, la cui opera giovanile, relativa ai prim dieci anni di carriera, quando l’artista è tra i venti e i trent’anni di età, e non ha ancora incontrato gli impressionisti, costituisce uno straordinario laboratorio aperto colmo di suggestioni che, mentre anticipano sul futuro, danno inizio a piste laterali. Forse poi l’artista adulto non le imboccherà, queste piste divergenti, eppure potrebbero essere addirittura di più lunga portata e penetrazione rispetto alle altre effettivamente percorse.

Renato Barilli

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