L’elemento sfuggente

aborigeni

Noi sappiamo, anche senza afferrarne il motivo, che chi compie un’azione proibita, cioè chi viola un tabù, diviene tabù egli stesso. Come faremo, però, a collegare questo dato di fatto, con altri, per i quali il tabù non coinvolge solo le persone che lo hanno violato, ma anche persone che si trovano in condizioni speciali, queste stesse condizioni e oggetti inanimati? Quale può essere quella proprietà pericolosa che nelle più varie circostanze rimane sempre la stessa? Può essere una soltanto, e cioè quella di suscitare l’ambivalenza dell’uomo e di tentarlo alla violazione del divieto.

L’uomo che ha trasgredito un tabù diviene tabù a sua volta, perché acquisisce la pericolosa proprietà di indurre gli altri a seguire il suo esempio. Quest’uomo suscita invidia. Infatti, perché  a lui dovrebbe essere concesso ciò che agli altri è proibito? Egli, dunque, risulta realmente contagioso, in quanto induce con il suo esempio alla tentazione: pertanto dev’essere evitato. Ma un uomo può anche non aver trasgredito alcun tabù ed essere tuttavia tabù permanentemente o in via transitoria, perché la sua condizione eccita i desideri proibiti dei suoi simili, suscita in essi il conflitto dell’ambivalenza. La maggior parte degli stati e delle situazioni fuori del comune appartengono a questo tipo e possiedono questa forza pericolosa.

S. Freud

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