Freud e Dostoevskij

Freud e Dostoevskij

Per la rassegna Dostoevskijana proponiamo il breve estratto dal celebre saggio di Freud: Dostoevkij e il parricidio.

La simpatia di Dostoevskij per il criminale è senza limiti.

Il criminale per lui è quasi un redentore che ha preso su di sé la colpa che in caso contrario sarebbe toccato agli altri portare. Uccidere non è più necessario dopo che egli ha compiuto il delitto, ma bisogna essergliene grati, perché altrimenti avremmo dovuto uccidere noi stessi.
Non c’è dubbio che in Dostoevskij questa simpatia da identificazione ha condizionato in maniera decisiva la scelta dell’argomento. Egli però ha ritratto dapprima il delinquente comune (quello che procede per egoismo) e il delinquente politico e religioso, e poi è tornato, al termine della sua esistenza, al delinquente primordiale, al parricida, e lo ha reso depositario della sua confessione poetica.

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