Artiteterapie Cre(t)a

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L’obiettivo di questo lavoro è di oVrire nell’ambito degli interventi terapeutici e formativi qualche spunto di riflessione circa le tematiche della relazione terapeutica a mediazione artistica, attraverso gli strumenti della critica della tradizione filosofica. Questi devono riguardare in primis la consapevolezza degli attori del processo terapeutico, capire cioè da dove, con cosa, e verso dove operiamo con gli strumenti della cura e dell’assistenza, indagando le motivazioni più intime e i compromessi della coscienza soggettiva.

Questo tipo di approccio che deriva dalle esperienze maturate nel nostro percorso arteterapeutico che ebbe inizio nel 1997, ci spinge subito a premettere di non aver indicato alcuna ricetta di contenuto né tantomeno di metodo se non quella di porre anche in ambito operativo sanitario e terapeutico l’esigenza etica di riflettere criticamente il senso del nostro agire nei termini di responsabilità e di libertà, quando interagiamo con l’“altro” e il separato.

La filosofia da millenni s’interroga su problemi e tematiche che oggi cerchiamo ancora di comprendere: come funziona l’essere umano, come cresce e invecchia.

Proprio lo studio dei linguaggi artistici ci consente di fornire qualche risposta di verità, nel suo uso terapeutico di fronte alla soVerenza del corpo e dell’anima, soprattutto quando in- contriamo le prove dell’esistenza più terribili, la malattia e la morte.

Sono l’onestà del pensiero critico e le potenzialità del linguaggio artistico, gli strumenti di cui disponiamo per costruire un’umanità più consapevole e quindi più libera, capace di produrre senso nella relazione con il mondo.

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